design:develop
The platform-tent for open space activities is ready!
Sabato 6/2/2012

The platform-tent for open space activities is ready!

George, mission almost completed in Al-Feneiq!
Lunedi 5/7/2012

George, mission almost completed in Al-Feneiq!

I hadn’t noticed yet how the ceiling is full of seagales…
Lunedi 4/30/2012

I hadn’t noticed yet how the ceiling is full of seagales…

This is all about.
Domenica 4/29/2012

This is all about.

Fase due: posa dei tramezzi.
Venerdi 4/20/2012

Fase due: posa dei tramezzi.

Giovedi 4/19/2012

Non ne vedrò il completamento… ma almeno quando tornerò potrò godermi anch’io questa bellissima pedana, munita di tenda, per le attività all’aperto! Il team di George colpisce ancora…

(design: Livia Minoja)

Late night w(o-a)nder.
Martedi 4/17/2012

Late night w(o-a)nder.

Domenica 4/15/2012

(ثلاثون سبعة (الجزء الثاني

 

ثلاثون سبعة


… and if your soul is prepared “to the point”, even the hard events will just break the surface and no piece will fall or detouch from your core. They will simply shape your skin again, in a living sculpture… 
Sabato 4/14/2012

… and if your soul is prepared “to the point”, even the hard events will just break the surface and no piece will fall or detouch from your core. They will simply shape your skin again, in a living sculpture… 

Ascoltare a tu per tu qualcuno proveniente da Gaza è fare un bagno tra le fiamme.
Mi ha ridotto ai minimi termini.
Inutile coglionarmi mantenendo il centro.
Mi piego e striscio.

Giovedi 4/12/2012

Back to school. Prima lezione.
Martedi 4/10/2012

Back to school. Prima lezione.

Com’è fatto uno sparo?

Sono le 2.00 di notte e ancora non prendo sonno. Sono teso… pensieri? Fin’ora ricchi e ininterrotti. Ma non mi sento totalmente a mio agio, stanotte.

Ore 3.35, un colpo rimbomba nell’aria, da qualche parte del campo. Resto sotto le lenzuola, immaginando un petardo ben assestato, nonostante sappia che a quest’ora non è usanza farsi vedere in giro o scherzare.

Ne seguono altri. Uguali, con il riverbero, grassi, baritonali.

Mi alzo per guardare dalla finestra del salone, a luci spente, per capire. Ci sono delle urla, lontane e aggressive. A questo punto so bene che da qualche parte i soldati sono entrati per le strade del campo e che è cominciata la sassaiola. E le urla sono un grido di battaglia, di richiamo.

In certe situazioni, l’udito raggiunge dei livelli di sensibilità in grado di farti sentire anche quello che non vorresti. Ascolti con tutto, con lo stomaco, anche con i peli.

M16. Forse un fucile a rubber-bullet. Prima di stanotte, solo negli altoparlanti della tivù.
Dal vivo, ti sposta il mondo e i pensieri.

Quindi fumo, scruto dalla finestra. Immagino. Non riesco a togliermi la ruga in mezzo agli occhi. Saranno mai venuti qui? Da chi andranno?

Resto sveglio quasi fino alle 6.00. Avverto presenze, anche se a 100, 200 metri. Non so, non importa.

Il giorno dopo le prime telefonate mi riportano alla dimensione del progetto. Ricominciano gli incontri e in ufficio la mia postazione mi attende. Sono contento del sole e del caldo che da qualche giorno finalmente hanno fatto irruzione in questa incerta e rara stagione di piogge e geli. Spring, almost Summertime.

Telefono a X. che mi conferma quanto avevo immaginato, tra le 3.00 e le 5.30. Non hanno arrestato nessuno. Nessuno si è fatto male. Ma se voglio la prossima volta mi porta. Anche no, grazie.

Parlo con Y. che, candidamente, mi dice che non ha sentito nulla perché a quell’ora dorme.

Sulla routine dell’esercitazione “live”.

Sulla prassi del far sentire la presenza di chi comanda.

Sul tentativo di creare qualche buon precedente per entrare in azione davvero.

A volte i confini ci uniscono. Il racconto di un viaggio straordinario, by Andrea, a maggio in libreria.
“Che le strade siano aperte” (Kadenè Rustem).
Lunedi 4/9/2012

A volte i confini ci uniscono.
Il racconto di un viaggio straordinario, by Andrea, a maggio in libreria.

“Che le strade siano aperte” (Kadenè Rustem).

Campus in Camps, translated!In love with my first arabic writing, which means “Camp of Knowledge”. 
It’s pronunciated: Mukhayam El Makrafeh.

Campus in Camps, translated!
In love with my first arabic writing, which means “Camp of Knowledge”. 

It’s pronunciated: Mukhayam El Makrafeh.