Campus in Camps chiama Re:Habitat.
| gadžo: | ... mi hanno colpito molto le parole di S. - qualcosa che riconosciamo dentro, ma alla quale a volte non sappiamo se credere... |
| غريب: | anche a me sorprende sempre questa capacità, in un contesto estremamente problematico, di mantenere un'autonomia etica e di pensiero. Quando si tratta di situazioni socialmente devastate, è facile aspettarsi un intervento di carattere assistenziale. La domanda tipica è "Sì ma chi sono i beneficiari delle tue azioni? State portando degli esiti concreti? O è pura ricerca intellettuale?". A. mi ha segnalato a tal proposito questo illuminante talk di Sarat Maharaj a Berlino http://youtu.be/QyTnzv1gymg |
| gadžo: | anche noi, lavorando con i rom, ci siamo scontrati spesso con questa visione. Credimi, io penso sia fondamentale l'approccio sociale, ma si fa molta fatica a ottenere legittimità per i lavori che agiscano sull'immaginario, i cui beneficiari non sono quantificabili, qualificabili né misurabili in un tempo certo. |
| غريب: | Operare su un'immagine del futuro significa anche offrire un ventaglio di pensabilità in grado di superare lo schiacciamento nel presente, come dice Adriano Zamperini (http://issuu.com/ReHabitat/docs/sispa_n11/1). Quando qualcuno per esempio commenta il lavoro di DAAR criticando la mancanza del classico repertorio del disagio palestinese, S. scatta rivendicando "ma io sono palestinese! Lo faccio principalmente per dare la possibilità di un futuro migliore a me e alla mia famiglia...". |
| gadžo: | Su cosa state lavorando esattamente? |
| غريب: | L'obbiettivo di Campus in Camps è offrire a 15 giovani tra i 20 e i 25 anni provenienti dai Refugee Camps l'opportunità di una formazione di alto livello, indagando nuovi modelli di rappresentazione della realtà dei Refugees, leggo dal protocollo che ho qui sotto gli occhi "a two-year process over the question of visual and cultural representation and its narration"... in sintesi ti posso dire che l'intento è uscire dall'abusata accezione del "profugo=vittima" e quindi soggetto solo ad azioni assistenziali, per farne emergere l'aspetto di "agente politico". Se ci pensi la questione dei rifugiati tiene in piedi buona parte della dimensione conflittuale, parallelamente a quella degli insediamenti illegali dei coloni. Non si può ignorare che è proprio all'interno dei campi profughi che sono sorte e stanno tutt'ora emergendo nuovi stimoli socio-culturali. E politici. |
| gadžo: | Da chi nasce il progetto? DAAR? |
| غريب: | No, ma le persone dietro DAAR (www.decolonizing.ps) ne costituiscono la dinamo progettuale, curandone il coordinamento scientifico, mentre la macchina organizzativa, economica e formativa è sostenuta attraverso una partnership tra GIZ (www.giz.de), UNRWA (www.unrwa.org), Al-Quds University e Bard Honor College (www.alqudsbard.org). |
| gadžo: | Quindi porterete i ragazzi all'Università... |
| غريب: | Questo è il bello, sarà l'Università del Campo NEL Campo! All'interno del Deheisheh Refugee Camp, proprio dietro il centro culturale Al-Feneiq (www.phoenixbethlehem.org). |
| gadžo: | Bello! Questo non l'avevo capito, mi sembra una cosa da mettere in rilievo... anche il fatto che i 15 saranno pagati per due anni, letteralmente lavorando alla propria crescita, mi sembra un aspetto assolutamente innovativo. Da dove vengono i partecipanti, come sono stati selezionati? |
| غريب: | È stato emesso un bando, praticamente in tutti i campi della West Bank attraverso i luoghi tipici dell'aggregazione e il passaparola dei capi villaggio, che hanno una fotografia più chiara di chi, tra le giovani leve, si distingue per avere un'energia particolare per poter emergere... quella spinta che, come sai, ti può anche deprimere se il contesto non ti permette di integrarla socialmente, di riconoscerla. È molto bella questa raccolta di "sognatori", non credi? |
| gadžo: | E me lo chiedi... ma tu dove stai ora? |
| غريب: | Sono ospite da amici, ma fra qualche giorno andrò a vivere nella guesthouse in Al-Feneiq, nel Campo, è importante respirare la vita della comunità... |
| gadžo: | Big bro! La tua prima residenza in un campo profughi? |
| غريب: | Sì! |
| gadžo: | In quanti vivono al Deheisheh? |
| غريب: | Per curiosare sulle cifre ti rimando a questo link dove sono riportati tutti i campi > http://www.unrwa.org/etemplate.php?id=103 |
| gadžo: | Ma, in due parole, cosa stai facendo in questi giorni... |
| غريب: | Sto progettando gadžo... gli spazi e gli arredi, un simbolo per la segnaletica... a questo proposito intratterrò uno scambio con altri Re:Habitat, Roberto (architettura e design) e Sara (comunicazione) da Bologna. |
| gadžo: | Grazie per queste prime pietruzze bro, ti seguo…e che la strada ti sa aperta |
| غريب: | Mesci... mal salam! |
Domenica 2/12/2012