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Mercoledi 12/30/2009

WALLking in Bethlehem.

Cittadino di Stateless Nation, hai la facoltà di chiedere l’ingresso in territorio Israeliano 2 volte l’anno, a Natale e Pasqua. Ma non puoi condurre l’auto.
Non puoi nemmeno facilmente uscire dal (o rientrare nel) tuo paese. Non possiedi il passaporto e i tuoi confini sono controllati.

È interessante ricevere i feedback dall’Italia, uno di questi stimola una precisazione: il muro non solo separa due stati, come nell’immaginario (che sarebbe da approfondire) del muro di Berlino, ma definisce delle aree protette. Una volta che lo Stato d’Israele decide che un luogo deve ricadere sotto la sua sovranità, lo cinge con questo silenzioso serpente grigio dall’andamento tortuoso, che estende come un elastico a prendersi il massimo possibile e lasciando fuori, evitandoli come un equilibrista, i brandelli sacrificabili.

Nelle immagini il muro che ora racchiude la Tomba di Rachele, luogo sacro ai tre monoteismi e un tempo unico luogo di scambio rimasto tra le diverse comunità. Collegandosi poi al segmento che divide Betlemme da Gerusalemme.

Non è semplice orientare questa presenza. Non è semplice nemmeno guardandone lo sviluppo planimetrico. Ma ci potete provare.
http://ochaonline2.un.org/Default.aspx?tabid=8535

Il significato di “essere dentro” è sempre più chiaro ed è quello di vivere all’interno di una riserva indiana. Sotto assedio.