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Giovedi 1/7/2010

Cosa hanno in comune un rilevatore biometrico e la pubblicità di un’agenzia viaggi?
Vorrei fotografare questo assurdo accostamento, ma la sorveglianza è attivissima e voglio evitare scazzi. Spero che queste immagini trasmettano comunque il senso e il non poter vedere il fatto reale stimoli la salivazione mentale.

1- al secondo e ultimo controllo prima di uscire dal check-point, i nativi Stateless devono mostrare il permesso, la tessera d’identità e appoggiare la mano destra sul rilevatore biometrico, dove un sofisticato software traduce i segni della mano e le impronte digitali in un riassuntivo resoconto biografico. E una risposta binaria ok/alt.
Somiglia alla macchinetta del caffè, ma sul piattino ha dei pioli che dovrebbero aiutare le dita a infilarsi al posto giusto. Prima di me, una ragazza prova tre volte, niet… si sfila nuovamente gli anelli che si era appena rimessa dopo il metal-detector. Ok.

2- non è esattamente questo… immaginate il poster attualizzato nella grafica e nella destinazione: “Tel Aviv, your life time holidays”, dove una coppia bella e sana amoreggia sulla spiaggia. L’immaginario è quello del sogno, della bellezza, della piacevole compagnia e dello svago. In parole povere l’idea di una possibilità, una proposta di vita.

Ecco… vedo quindi questo poster e a fianco le istruzioni, foto-illustrate, all’uso del moderno rilevatore. Su tutte le 6 lugubri guardiole campeggiano assieme l’idea e il suo viatico.

http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/132468