Come potrebbe avere inizio una colonia.
Ufficialmente, è un’attività ritenuta illegale dallo stesso governo israeliano. Nella maggior parte dei casi, una volta che l’insediamento ha posto la prima pietra e sorgono i primi inevitabili focolai di tensione, arriva l’esercito a gestire la situazione, in realtà a proteggere i coloni e stabilirne de facto l’ufficialità. In contraddizione, ma in realtà approvando sotterraneamente l’appropriazione.
“Nel 1993, dopo gli accordi di Oslo che definiscono l’area all’interno dei territori palestinesi, un patto tra Yasser Arafat e la municipalità di Beit Sahour stabiliva che in caso di evacuazione della base militare non sarebbero state costruite altre postazioni militari e che l’area sarebbe rimasta sotto l’amministrazione della municipalità per uso pubblico.
Il sito dell’ex-base militare di Oush Grab, sgomberata nel 2006, rappresenta l’unica possibilità di un’autonoma espansione per la municipalità di Beit Sahour, Betlemme, bloccata a nord-ovest dal muro e a sud-ovest dalla by-pass road 60.”
Questo materiale non è di repertorio. Fra due giorni Women in Green, una delle realtà più attive nella rivendicazione della terra e di supporto ai coloni, ha qui organizzato una serata di reclutamento, con la protezione dell’esercito, per portare una ventata di novità nella “normale” vita di Betlemme.