Fawwar.
60 anni fa nasceva un’agenzia delle Nazioni Unite dedicata all’emergenza umanitaria scaturita dopo il 1948 e alla programmazione di attività di sostegno per i campi profughi palestinesi, tendopoli sorte l’indomani della Nakba (cioè il Disastro), sparse tra West Bank, Gaza, Siria, Giordania e Libano.
Oggi l’UNRWA, più che di sostegno, si occupa praticamente di sviluppo.
Le persone che abitavano le tendopoli o, se vogliamo, i loro discendenti, pur coltivando quel diritto (cfr. la voce Illusione) al Ritorno nelle case da cui sono stati cacciati, diritto che compare nero su bianco tra gli incartamenti dell’ONU, hanno avvertito la necessità di prendere in mano il loro “qui e ora” per migliorare le proprie condizioni di vita.
Toccata e fuga a Fawwar, uno dei due campi profughi di Hebron. Io faccio da embedded guest. Un giro alla scuola materna appena ultimata a controllare l’ultimazione delle finiture e degli arredi. Per fortuna l’insistenza di S. ha determinato la scelta di colori caldi e solari, invece di una deprimente scala di marroni. I genitori e decisori del luogo temevano casi di shock per le loro creature, ma si sono loro stessi convinti che così è… semplicemente più bello. Si infilano lenzuola e federe nei lettini. Allestimento delle ultime decorazioni. I volti limpidi di un gruppo bambini e bambine tra i 7 e i 10 anni scrutano con divertita curiosità il neo arrivato gigante dai capelli d’argento, la borchia al lobo e l’affascinante macchina fotografica che tenta di portarsi via il ricordo dei loro occhi. Gara di tuffi fra tre ragazzini dall’altalena che quasi fa il giro su se stessa per produrre lo slancio che proietta i piccoli Sotomayor/Howe nell’aria e poi nella sabbia umida.
Si va nell’ufficietto dei capi villaggio, alla ricerca di una soluzione per un grave problema di fornitura d’acqua. Di nuovo entra in campo la politica, quella rappresentativa questa volta, per la fragilità con cui Fatah sta ereditando la difficile promessa di Arafat di sobbarcarsi le spese delle utenze. Già sapete chi le eroga no?
Uscendo, noto un villone a poche centinaia di metri, pare di un impresario edile palestinese con dimora a Londra.
Da domani, pausa…
Round-abouts.
La produzione in ufficio in questi giorni è stata abbondante e piena di soddisfazioni. Così posso permettermi di visitare nuovi luoghi per qualche giorno.
Silenzio post.