The struggle for the hill-top.
[ Ieri mattina ad Oush Grab, un gruppo di coloni ha incontrato le fanatiche “donne in verde” che guidano la riconquista della collina ed ex-base militare, da loro rinominata Shdema. ]
Mi faccio lasciare dal taxi a circa 200 metri dal luogo, coperto da una curva alberata per non dare nell’occhio, ma man mano che cammino la mia convinzione precipita per diverse ragioni. Sono solo e senza la press-card che mi era stata promessa, oggi non ho un’espressione da bravo cristiano, X. non appena svegliato mi ha strizzato con una sorta di simulazione di interrogatorio con tanto di “r” ebraica, la sera prima L. mi ha sconsigliato l’avventura (pare che dalla sua esperienza, se non arrivi con l’autobus dalla colonia o da Gerusalemme, i coloni siano estremamente sospettosi e ci sia poco da scherzare…). In più l’esercito che pattuglia l’area.

Infatti il primo benvenuto mi viene dato da parte di due soldati/poliziotti: “Where’r you from?!” dopo avermi detto qualcosa in ebraico dalla jeep appostata ed aver ricevuto il mio “…sorry?”. “Ok, the hill is up there, but the access is denied for 3/4 hours… don’t go up, it’s ok?!”. Gironzolo attorno alla collina per controllare le presenze e l’effettiva sorveglianza, mi decido a prendere il viottolo che porta all’accesso della collina e al parco attrezzato con ristorante costruito dalla municipalità con finanziamenti europei e americani. Quello che nel video pro-Shdema le women in green sostengono essere un abuso edilizio degli arabi. Mentre percorro il vialetto, uno dei soldati della jeep mi richiama “hei! don’t go up!”. No, non salgo no… direi che di salire non se ne parla. Quattro soldati fanno la ronda anche sul fianco della collina e altri due dalla diroccata torretta d’avvistamento. Oush Grab. Il nido dei corvi, in arabo.

Che rilevanza ha per me insistere ormai, unirmi a queste persone e sorbirmi, in ebraico, una conferenza sul rapporto tra Kabala e diritto alla terra, quando il materiale più scottante mi attende nel parco attrezzato, che venerdì scorso io e L. (già lì a chiaccherare con il custode) scopriamo essere stato luogo di vandalismo da parte del gruppo di eroi lì in alto che si sta evangelizzando a vicenda.


Il mio immaginario storico è scosso. Una completa e vertiginosa inversione di senso.
http://www.guardian.co.uk/world/audioslideshow/2009/aug/23/israel-settlements-shdema
http://shemittahrediscovered.blogspot.com/2008/05/update-on-shdema-olmert-livni-promised.html
http://www.decolonizing.ps/site/?page_id=488
Lascio la collina dei corvi al suo destino (per oggi) e mi faccio raccogliere da N. e S. Questa volta sono embedded guest di un piccolo team UNESCO.